Avvento e Natale 2022

Ecco, è il Natale di Gesù di Nazareth!
Raccontatelo al cuore di ogni Uomo
Raccontatelo al cuore di ogni Donna

Attendere ed accogliere, i verbi del credente in Avvento
L'Avvento è come una porta che si apre, un orizzonte che si allarga, una breccia nelle mura, un fascio di luce che la liturgia ci regala. Non per abbagliarci, ma per svegliarci. Per aiutarci a soffiar via, con tutte le forze, ogni cielo nero che incontriamo, per la bellezza di contemplare un cielo azzurro. L’Avvento termina la ricerca di Dio e inizia il tempo dell'accoglienza: “ecco, io sto alla porta e busso...”. Simon Weil dice che “Le cose più importanti non vanno cercate, vanno attese”. Anche un essere umano va sempre atteso. Ci sembra poca cosa, perché noi vogliamo essere attivi, fare, costruire, determinare le cose e gli eventi. Quasi dovessimo meritare Dio. Invece Dio non si merita, si accoglie; non si conquista, si attende.

Lasciarsi amare: il verbo del credente a Natale
L’inviato di Dio dice: “Vi annuncio una grande gioia: la felicità non è un miraggio, è possibile e vicina. E sarà per tutto il popolo: una gioia possibile a tutti, ma proprio tutti, anche per la persona più ferita e piena di difetti, non solo per i più bravi o i più seri.” Ed ecco la chiave e la sorgente della felicità: Oggi vi è nato un Salvatore. Dio è venuto a portare non tanto il perdono, ma molto di più; è venuto a portare sé stesso, luce nel buio, fiamma nel freddo, amore dentro il disamore. È venuto a portare il cromosoma divino nel respiro di ogni uomo e di ogni donna. La vita stessa di Dio in me. Ed ecco la sorpresa: “San Pietro Crisologo diceva che Dio ha scelto di nascere piccolo, perché ha voluto essere amato. Così c’insegna che lasciarsi amare è altrettanto importante che amare. Non si tratta semplicemente di essere amati. Lasciarsi amare, vuol dire essere disponibili a lasciarsi abbracciare dall’amore; permettere all’amore di entrare in noi. Così è anche con Dio. Noi lo accogliamo veramente non ancora quando lo ascoltiamo, ma quando ci lasciamo amare da Lui. Così è stato per Maria: quando ha detto il suo sì, ha accettato di essere la piena di grazia, la tutta amata da Dio. Con questa accettazione è diventata madre.
E Gesù? Anch’egli è Figlio amato dal Padre nell’eternità; nella storia, poi, come tutti i figli ha cominciato a vivere lasciandosi amare da Maria e da Giuseppe.
Il presepe ce lo illustra. Natale è il mistero di un Dio che si lascia volere bene.” (Ermes Ronchi)

E allora raccontiamolo!
Senza paure e timidezze.
E allora raccontiamolo!
Senza volti scuri e occhi tristi!
Abbiamo bisogno di imparare a voler bene e a farci voler bene!
E allora raccontiamolo!
In tempi di “non amore”
(e che cosa è la guerra se non “non amore”)
abbiamo bisogno di Amore di essere amati è di amare,
di essere custoditi e di custodire,
di ricevere tenerezza e di offrire tenerezza!
E allora raccontiamolo: È NATALE!
Il NATALE di Gesù di Nazareth!

Auguri!!! Don Giuliano

 

 
 

 
 

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