Parrocchia

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I Luoghi di incontro

Casa san Giuseppe

Accanto alla chiesa parrocchiale, sul lato destro, l'entrata è dalla piazzetta della Casa Parrocchiale.

Oratorio San Luigi

In via Santo Stefano n° 4/6, è dotato di tre ingressi: un cancello sulla sinistra della facciata, normalmente usato negli orari di apertura; un'entrata con porta a vetri al centro, per accedere all'Auditorium o alla Cappella; un cancello sul lato destro utilizzato solo in particolari occasioni.

Auditorium

Entrando dalla porta a vetri dell'oratorio subito a destra.

Cappella dell'oratorio

Entrando dalla porta a vetri dell'oratorio, a sinistra nell'atrio.

Villa Zendali

Sita nel cortile dell'oratorio.


Dai nostri sacerdoti

Avvento e Natale 2022 - Ecco, è il Natale di Gesù di Nazareth!
Raccontatelo al cuore di ogni Uomo
Raccontatelo al cuore di ogni Donna

Attendere ed accogliere, i verbi del credente in Avvento
L'Avvento è come una porta che si apre, un orizzonte che si allarga, una breccia nelle mura, un fascio di luce che la liturgia ci regala. Non per abbagliarci, ma per svegliarci. Per aiutarci a soffiar via, con tutte le forze, ogni cielo nero che incontriamo, per la bellezza di contemplare un cielo azzurro. L’Avvento termina la ricerca di Dio e inizia il tempo dell'accoglienza: “ecco, io sto alla porta e busso...”. Simon Weil dice che “Le cose più importanti non vanno cercate, vanno attese”. Anche un essere umano va sempre atteso. Ci sembra poca cosa, perché noi vogliamo essere attivi, fare, costruire, determinare le cose e gli eventi. Quasi dovessimo meritare Dio. Invece Dio non si merita, si accoglie; non si conquista, si attende.

Lasciarsi amare: il verbo del credente a Natale
L’inviato di Dio dice: “Vi annuncio una grande gioia: la felicità non è un miraggio, è possibile e vicina. E sarà per tutto il popolo: una gioia possibile a tutti, ma proprio tutti, anche per la persona più ferita e piena di difetti, non solo per i più bravi o i più seri.” Ed ecco la chiave e la sorgente della felicità: Oggi vi è nato un Salvatore. Dio è venuto a portare non tanto il perdono, ma molto di più; è venuto a portare sé stesso, luce nel buio, fiamma nel freddo, amore dentro il disamore. È venuto a portare il cromosoma divino nel respiro di ogni uomo e di ogni donna. La vita stessa di Dio in me. Ed ecco la sorpresa: “San Pietro Crisologo diceva che Dio ha scelto di nascere piccolo, perché ha voluto essere amato. Così c’insegna che lasciarsi amare è altrettanto importante che amare. Non si tratta semplicemente di essere amati. Lasciarsi amare, vuol dire essere disponibili a lasciarsi abbracciare dall’amore; permettere all’amore di entrare in noi. Così è anche con Dio. Noi lo accogliamo veramente non ancora quando lo ascoltiamo, ma quando ci lasciamo amare da Lui. Così è stato per Maria: quando ha detto il suo sì, ha accettato di essere la piena di grazia, la tutta amata da Dio. Con questa accettazione è diventata madre.
E Gesù? Anch’egli è Figlio amato dal Padre nell’eternità; nella storia, poi, come tutti i figli ha cominciato a vivere lasciandosi amare da Maria e da Giuseppe.
Il presepe ce lo illustra. Natale è il mistero di un Dio che si lascia volere bene.” (Ermes Ronchi)

E allora raccontiamolo!
Senza paure e timidezze.
E allora raccontiamolo!
Senza volti scuri e occhi tristi!
Abbiamo bisogno di imparare a voler bene e a farci voler bene!
E allora raccontiamolo!
In tempi di “non amore”
(e che cosa è la guerra se non “non amore”)
abbiamo bisogno di Amore di essere amati è di amare,
di essere custoditi e di custodire,
di ricevere tenerezza e di offrire tenerezza!
E allora raccontiamolo: È NATALE!
Il NATALE di Gesù di Nazareth!

Auguri!!! Don Giuliano


Leggi i mesi precedenti

  •    Novembre 2022 - Festività di tutti i santi e il ricordo dei defunti

    Il mese di novembre si apre con la Festività di tutti i santi e il ricordo dei defunti.
    Il primo novembre oltre alle messe in chiesa con orario festivo (8 - 9.30 - 11 - 18) offriamo la possibilità di pregare in giorno festivo al cimitero: celebreremo la messa alle 11 davanti alla cappella del cimitero.
    Vi aspettiamo per ricordare i nostri affetti che sono nella Casa di Dio. I Santi, la commemorazione dei defunti sono appuntamenti del cuore e ognuno di noi sente il desiderio di sostare al cimitero in quei giorni per un ricordo e una preghiera. Oltre a un “fiore” e un “lume” vivere la messa qualifica in modo squisitamente cristiano il ricordo dei defunti e dei santi.
    Il giorno di tutti i defunti, oltre alle messe in chiesa alle 8.30 e alle 18, celebreremo al cimitero alle ore 15.

    Il 5 novembre alle ore 18 durante la messa tutti gli operatori Caritas sono chiamati a ricevere il mandato della comunità.
    Mi fanno riflettere queste parole di papa Francesco: “La carità non è “una sterile prestazione” o “un semplice obolo” per mettere a tacere la nostra coscienza, ma è “l’abbraccio di Dio ad ogni uomo, in particolare agli ultimi e ai sofferenti”. Non è “pillola calmante” per le nostre coscienze, ma deve “coinvolgere cuore, anima e tutto il nostro essere”, perché “è condivisione”, è “vivere con i poveri e per i poveri”.

    Appuntamento importante a novembre, prima dell’inizio dell’Avvento, sono le Giornate Eucaristiche. Avranno come titolo ”… e camminava con loro!” (Lc 24,13-35).
    Gli orari li trovate nel box nella pagina seguente. Ma vorrei segnalarvi due momenti che ritengo importanti: giovedì 3 l’inizio delle Giornate con la messa alle 21 con la possibilità della adorazione fino alle 22.30 e poi si proseguirà fino alla domenica pomeriggio concludendo con i vespri, l’adorazione e la benedizione solenne.

    Pregheremo insieme anche con queste parole:

    “Fa' che, nutriti alla mensa eucaristica, trasformati e sospinti dall'Amore, andiamo incontro a tutti con cuore libero e sguardo fiducioso perché coloro che Ti cercano possano trovare una porta aperta, una casa ospitale, una parola di speranza.
    Fa' che possiamo gustare la gioia di vivere gli uni accanto agli altri nel vincolo della carità e nella dolcezza della pace. Desiderosi di essere da Te accolti al banchetto del tuo Regno di eterno splendore, donaci la gioia di avanzare nel cammino della fede, uniti in Cristo, nostro amato Salvatore.
    Amen.”

    don Giuliano


  •    Ottobre 2022 - L'Arte dell'Ascolto

    Un racconto molto bello di Michael Ende mi frulla nella mente quando penso alla nostra festa patronale, alla nostra festa di comunità!
    È molto semplice, ma nella sua semplicità è rivoluzionaria.
    Si tratta dell’ARTE DI ASCOLTARE.

    “Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era: ascoltare.
    Non è niente di straordinario, dirà più di un lettore, chiunque sa ascoltare.
    Ebbene, è un errore. Ben poche persone sanno veramente ascoltare.
    E come sapeva ascoltare Momo era una maniera assolutamente unica.
    Momo sapeva ascoltare in tal modo che ai tonti, di botto, si affacciavano alla mente idee molto intelligenti.
    Non perché dicesse o domandasse qualche cosa atta a portare gli altri verso queste idee, no, lei stava soltanto lì e ascoltava con grande attenzione e vivo interesse. Mentre teneva fissi i suoi vividi grandi occhi scuri sull'altro, l'altro sentiva con sorpresa emergere pensieri - riposti dove e quando? - che mai aveva sospettato di possedere.
    Lei sapeva ascoltare così bene che i disorientati o gli indecisi capivano all'improvviso quello che volevano.
    Oppure i pavidi si sentivano, ad un tratto, liberi e pieni di coraggio. Gli infelici e i depressi diventavano fiduciosi e allegri. E se qualcuno credeva che la sua vita fosse sbagliata e insignificante e di essere soltanto una nullità fra milioni di persone, uno che non conta e che può essere sostituito - come si fa con una brocca rotta - e andava lì... e raccontava le proprie angustie alla piccola Momo ecco che, in modo inspiegabile, mentre parlava gli si chiariva l'errore; perché lui, proprio lui così com'era, era unico al mondo, quindi, per la sua peculiare maniera di essere, individuo importantissimo per il mondo.
    Così sapeva ascoltare Momo!


    Ascoltare gli altri per cambiare il mondo!
    Ascoltare gli altri per ridonare la felicità a questo annoiato mondo!
    Farsi ascoltare da un amico speciale!
    È la nostra fortuna! È il nostro tesoro!
    Abbiamo un Amico che non si stanca mai di ascoltarci, è Gesù di Nazareth, Figlio di Dio!
    Ci vuole bene così come siamo. E noi abbiamo un modo di ricambiare questo amore, imparando da Lui l’ARTE DELL’ASCOLTO.
    Un Anno pastorale insieme per imparare l’ARTE DELL’ASCOLTO.
    Buona festa!

    don Giuliano


  •    Settembre 2022 - Ricominciare

    Il mese di settembre è caratterizzato dal “ricominciare”. Dopo la pausa estiva ognuno di noi si rimette in gioco nella quotidianità dell’esistenza, dei progetti, dei rapporti personali. Così è la vita della comunità cristiana. In questo mese di settembre celebriamo 10 battesimi! Che bello!!! Ci insegna lo stile del cominciare. Vorrei allora proporvi una preghiera di Mirella Iovine:

    “Signore, ti prego per questo nuovo nato unico ed irripetibile:
    fa' che cresca nella consapevolezza di essere un dono prezioso
    per te e per tutti noi.

    È nato in una famiglia felice:
    fa' che non ci siano mai né divisioni, né incomprensioni.
    È nato nell'amore e nella libertà: fa' che conservi sempre
    il suo cuore per amare e la sua mente per pensare.
    È nato pieno di voglia di vivere: fa' che non si scoraggi mai
    di fronte alle delusioni e alle amarezze della vita;
    È nato in una famiglia cristiana che scegliendo il Battesimo
    ha messo nel suo cuore il seme della fede:
    fa' che crescendo possa alimentare questo dono
    e confermarlo con il sacramento della Cresima,
    perché possa fare le giuste scelte tra un bene e un altro bene.
    Signore, sii sempre il suo compagno di viaggio e la luce dei suoi passi
    affinché non smarrisca mai la strada che conduce a te.
    Il suo splendido sorriso possa sempre brillare sul suo volto
    e contagiare tutti coloro che lo amano e che gli augurano
    un futuro sereno e colmo di gioia e di felicità.
    Amen!”

    Cominciare una esperienza di fede nel battesimo.
    Cominciare una esperienza di vita come diacono della chiesa di Milano, è ciò che capiterà a Gabriele Gerosa, che sarà ordinato diacono in Duomo a Milano il primo ottobre.
    Sarà con noi durante la nostra festa patronale di inizio ottobre.

    Grazie Gabriele per la Tua scelta!
    Grazie Gabriele perché fai pensare una comunità intera sul senso della vita!
    Grazie Gabriele perché ci sei. E buon futuro!
    Buon settembre e buona festa patronale.

    don Giuliano


  •    Luglio 2022 - Buona estate!!!

    Signore della tenerezza, aiutami in questa estate ad essere per tutti un amico.
    Un amico che sa attendere senza stancarsi, che sa accogliere con bontà, che sa donare con amore, che sa ascoltare senza giudicare, che sa ringraziare senza pretendere.
    Un amico speciale, che si fa trovare quando se ne ha bisogno.

    Signore della tenerezza, aiutami ad essere un amico a cui ci si può rivolgere sempre, di giorno e di notte, quando lo si desidera.
    Un amico capace di offrire riposo al cuore, capace di irradiare pace e gioia.
    Aiutami ad essere un amico disponibile soprattutto verso i più deboli, i discriminati e quelli che nessuno difende.
    Un amico silenzioso, che senza compiere opere straordinarie, aiuti ognuno a sentirTi compagno di viaggio, Signore della tenerezza, sia una buona estate, come la vuoi Tu!

    "Buona” estate!!!
    don Giuliano


  •    Giugno 2022 - Tre passi in cammino

    “Donaci la capacità di vivere a occhi aperti, di vivere intensamente.
    Donaci l'umile semplicità degli artigiani che, preferendo la sapienza dell'esperienza all'apparato delle teorie, riconoscono che stanno sempre ricominciando.

    Permettici di ascoltare la lezione del vaso sulla ruota del vasaio; del ceppo lisciato dalle mani del falegname; dell'impasto che il fornaio pazientemente trasforma in pane.

    Donaci di nuovo, Signore, la grazia del canto, del fischio che imita l'aerea felicità degli uccelli, delle immagini ritrovate, del ridere condiviso.
    Donaci la forza di impedire che le dure necessità del vivere schiaccino il desiderio dentro di noi e che si dissipi la trasparenza dei nostri sogni.
    Fa' di noi dei pellegrini, che nel visibile scorgono l'insinuarsi discreto dell'invisibile.”

    Anonimo


  •    Maggio 2022 - Mese mariano - Uomini e donne di speranza, con Maria

    Vogliamo insieme in questo mese mariano lasciarci educare il cuore, la mente e la vita da Maria di Nazareth.
    Vogliamo diventare con Lei uomini e donne di carità, di speranza, di fede.
    Vogliamo diventare con lei uomini e donne di parola e della Parola.
    Vogliamo diventare con Lei uomini e donne che amano.
    Se ne abbiamo bisogno noi, ne ha bisogno la cronaca di questi mesi, ne ha bisogno la Storia di oggi e di domani!
    Buon mese mariano a tutti!

    don Giuliano


  •    Pasqua 2022 - Apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Alleluia!

    E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". (Lc 24,33-36)

    “Pace a voi” è il saluto e il dono del Signore Risorto che va alla radice del cuore, là dove l’uomo decide per la verità.
    I discepoli passano dalla paura alla gioia: «Si rallegrarono al vedere il Signore».
    Come la pace, anche la gioia è un dono del Risorto.
    Si tratta di una gioia che affonda le sue radici nell’amore. Pace e gioia sono al tempo stesso il dono del Risorto e le tracce per riconoscerlo.
    La pace e la gioia fioriscono nella libertà e nel dono di sé. (Bruno Maggioni)

    Accogliamo il dono della pace del Crocifisso Risorto!
    La Sua Pace dona una profondità nuova per essere uomini e donne pacificatori.

    Buona Pasqua!

    don Giuliano, don Renato e le suore missionarie


  •    Aprile 2022 - Apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Alleluia!


    (L’incredulità di san Tommaso,
    Caravaggio 1602)

    E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pa-ne. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". (Lc 24,33-36)

    “Pace a voi” è il saluto e il dono del Signore Risorto che va alla radice del cuore, là dove l'uomo decide per la verità. I discepoli passano dalla paura alla gioia: «Si rallegrarono al vedere il Signore». Come la pace, anche la gioia è un dono del Risorto. Si tratta di una gioia che affonda le sue radici nell'amore. Pace e gioia sono al tempo stesso il dono del Risorto e le tracce per riconoscerlo. La pace e la gioia fioriscono nella libertà e nel dono di sé.” (Bruno Maggioni)

    Accogliamo il dono della pace del Crocifisso Risorto!
    La Sua Pace dona una profondità nuova per essere uomini e donne pacificatori.

    Buona Pasqua!

    Ciao Don Giuliano


  •    Marzo 2022 - Signore, tu lavi i piedi a me?

    Vittorio Bachelet esprimeva il suo amore per il Suo Dio, per ogni Uomo dentro la Storia degli Uomini così: “Conosciamo le difficoltà, conosciamo la nostra insicurezza. Sappiamo che il mondo, che il nostro paese, sono in una fase di trasformazione: sappiamo che la Chiesa stessa è in fase di passaggio.
    Accettiamo la fatica e la speranza di questo "esodo" non per facili entusiasmi ma per la semplice ragione che Dio ci ha posto in questa fase della Storia, in questo momento della vita della Chiesa ed è in questo che ci chiede di amarlo e di amare in Lui i nostri fratelli, di costruire nella fede sulla pietra angolare che è Cristo stesso, la nostra vita, la sua Chiesa, il nostro contributo alla città degli uomini fratelli.


    In un momento di poca speranza e di poche intuizioni che fanno camminare la Storia, occorre riprendersi il gusto di essere discepoli di Gesù.
    Ci poniamo insieme una domanda:

    “Chi è il discepolo, chi è il cristiano che matura in un cammino?”
    Possiamo rispondere che è colui che non pretende di andare oltre le proprie possibilità ma fa ciò che può con tutto se stesso, con dedizione, disinteresse, identificandosi con Gesù perché è il Signore stesso che lo trascina nella pienezza della sua libertà.

    Occorrerà allora essere coloro che "osano remare contro corrente prendendosi cura dell'insieme della Vita”. Essere coloro che lottano nella quotidianità contro il veleno e la tristezza della solitudine; contro il serpente della complessità; contro l'ipocrisia che minaccia la quotidianità; contro la malattia della tiepidità o della pigrizia nell'ambito parrocchiale o del lavoro. Essere coloro che risalendo la corrente della mediocrità potranno trovare la gioia della sorgente profonda, l’origine di tutto.

    La sorgente che disseta senza misura è il diventare amici di Gesù. Conoscerlo per amarlo, cercarne la compagnia, scoprirlo nei Vangeli, nell'Eucaristia, nei fratelli. Sono parole che gli adulti raccontano poco ai meno adulti e tra loro: ma sono vere. Gesù è una persona viva, la più viva di tutti, ed è la nostra luce, la nostra speranza, la nostra pace, la nostra vera gioia, la pienezza che desideriamo, la ricapitolazione di ogni nostro desiderio, il senso ultimo di tutto l'amore che vogliamo ricevere e dare.

    Ma questo ci butta dentro la Storia, non ci isola… “Noi cristiani… preoccupati e “prossimi” di tutti e di tutta la Storia… niente di meno!!!

    Ciao Don Giuliano


  •    Febbraio 2022 - La radice della speranza che è in noi

    Vittorio Bachelet esprimeva il suo amore per il Suo Dio, per ogni Uomo dentro la Storia degli Uomini così: “Conosciamo le difficoltà, conosciamo la nostra insicurezza. Sappiamo che il mondo, che il nostro paese, sono in una fase di trasformazione: sappiamo che la Chiesa stessa è in fase di passaggio.
    Accettiamo la fatica e la speranza di questo "esodo" non per facili entusiasmi ma per la semplice ragione che Dio ci ha posto in questa fase della Storia, in questo momento della vita della Chiesa ed è in questo che ci chiede di amarlo e di amare in Lui i nostri fratelli, di costruire nella fede sulla pietra angolare che è Cristo stesso, la nostra vita, la sua Chiesa, il nostro contributo alla città degli uomini fratelli.


    In un momento di poca speranza e di poche intuizioni che fanno camminare la Storia, occorre riprendersi il gusto di essere discepoli di Gesù.
    Ci poniamo insieme una domanda:

    “Chi è il discepolo, chi è il cristiano che matura in un cammino?”
    Possiamo rispondere che è colui che non pretende di andare oltre le proprie possibilità ma fa ciò che può con tutto se stesso, con dedizione, disinteresse, identificandosi con Gesù perché è il Signore stesso che lo trascina nella pienezza della sua libertà.

    Occorrerà allora essere coloro che "osano remare contro corrente prendendosi cura dell'insieme della Vita”. Essere coloro che lottano nella quotidianità contro il veleno e la tristezza della solitudine; contro il serpente della complessità; contro l'ipocrisia che minaccia la quotidianità; contro la malattia della tiepidità o della pigrizia nell'ambito parrocchiale o del lavoro. Essere coloro che risalendo la corrente della mediocrità potranno trovare la gioia della sorgente profonda, l’origine di tutto.

    La sorgente che disseta senza misura è il diventare amici di Gesù. Conoscerlo per amarlo, cercarne la compagnia, scoprirlo nei Vangeli, nell'Eucaristia, nei fratelli. Sono parole che gli adulti raccontano poco ai meno adulti e tra loro: ma sono vere. Gesù è una persona viva, la più viva di tutti, ed è la nostra luce, la nostra speranza, la nostra pace, la nostra vera gioia, la pienezza che desideriamo, la ricapitolazione di ogni nostro desiderio, il senso ultimo di tutto l'amore che vogliamo ricevere e dare.

    Ma questo ci butta dentro la Storia, non ci isola… “Noi cristiani… preoccupati e “prossimi” di tutti e di tutta la Storia… niente di meno!!!

    Ciao Don Giuliano


  •    Gennaio 2022 - Un giorno una donna, una sposa...

    Un giorno una donna, una sposa, è entrata in una chiesa e subito si è seduta vicina al tabernacolo e in profondo silenzio ha composto una preghiera:

    “Signore dell’Amore Ti saluto con tenerezza!
    Hai chiamato i nostri cuori per nome. Hai messo i nostri passi sulla stessa strada.
    Hai pensato il nostro cammino fino a te, ed oggi la tua presenza avvolge in un tenero abbraccio il nostro amore.
    Hai messo un "sì" sulle nostre labbra per annunciare l'infinita meraviglia del tuo agire.
    Adesso da un angolo del cielo veglia sulla nostra unione, rafforza quei passi e guidaci su quella strada.
    Dacci forza quando l'amore quotidiano perderà il suo entusiasmo.
    Parla ai nostri cuori quando il silenzio si farà sentire. Dacci parole per chi vive nel silenzio.
    Dacci gioia per chi vive nel dolore.
    Dacci speranza per chi non la conosce.
    La nostra casa sia aperta come lo è la tua oggi.
    I nostri figli siano il tuo sogno più bello e noi capaci di realizzarlo come tu vuoi.
    Accompagna chi ci ha portato fin qui, dona loro la certezza che il nostro amore è parte del loro, che la nostra gioia è frutto dei loro sacrifici.
    Regala al nostro stare insieme, le ripartenze che la nostra libertà vorrà inventare! Amen”


  •    Dicembre 2022 - Gli auguri di Natale

    Lo sguardo di Dio negli occhi i Gesù Bambino
    "Dio a Natale si lascia guardare e guarda con gli occhi di Gesù.

    Dio si lascia guardare come ogni piccolo cucciolo d'uomo che, nascendo, si trova al centro di una corona di sguardi inteneriti.

    A partire dal Natale Dio si rende visibile e a rivelarlo sono i gesti di Gesù, le parole di Gesù, il Volto di Gesù, la Croce di Gesù.

    A partire dal Natale gli occhi di Dio saranno rivelati dagli occhi di Gesù."
    (Luigi Pozzoli)

    Il credente che è in noi ha bisogno di guardare negli occhi Dio in Gesù Bambino, per poter essere discepolo testimone della tenerezza di Dio nella Storia degli Uomini.

    L'uomo o la donna, che siamo noi, ha bisogno di riscoprire nello sguardo di Gesù Bambino il desiderio di vivere amando.

    don Giuliano, don Paolo e le Suore missionarie


Avvisi settimanali

Il Notiziario settimanale della Parrocchia, e viene messo a disposizione nelle chiese.


Passaparola News

Il Notiziario mensile della Parrocchia, e viene messo a disposizione nelle chiese.
Vi sono riportati gli avvisi sulle attività, gli eventi e altre notizie riguardanti argomenti diversi.


Calendario pastorale

Ultima revisione 9 Novembre 2022

Riporta tutte le attività proposte in Parrocchia.
Viene aggiornato durante l'anno.


Brevi cenni di storia delle nostre chiese

Parrocchiale Santo Stefano

Della Chiesa Parrocchiale, che nelle sue forme attuali è della fine dell'800, ci sono notizie fino dalla metà del 500; doveva trattarsi di un edificio di piccole dimensioni, con una torre campanaria sulla destra e sullo stesso lato il cimitero.
Questo primo edificio aveva avuto nel tempo ristrutturazioni e ampliamenti; nel 1842 era stato costruito l'attuale campanile e nel 1860 il Consiglio Comunale aveva deliberato l'acquisto di un concerto di cinque nuove campane.
La Chiesa, dedicata a S. Stefano nel 1899, è decorata sulla volta della navata centrale da quattro affreschi, realizzati nel 1955 dal pittore monzese Vilasco Fiorentino.
Il ciclo di affreschi più importante e di maggior interesse culturale risale invece all'ultimo decennio del 1800 ed è opera di Luigi Tagliaferri.
Sono presenti opere pittoriche degli inizi del XVII secolo.

Per saperne di più:

⇒ Breve storia della chiesa

  Da "Vedano al Lambro - paese della Brianza" di Giuseppe Pozzi, edito a cura dell'Amministrazione Comunale di Vedano al Lambro (1984)

⇒ Una piccola galleria d'arte

  Da "Una chiesa per guardare oltre" edito a cura della Parrocchia in occasione del centenario della dedicazione della chiesa (1999)


Santuario della Madonna della Misericordia

Sull'origine del Santuario non si hanno notizie certe. La tradizione racconta che la popolazione fuggita dalle case durante una pestilenza si accampasse in mezzo ai boschi e qui chiedesse l'intercessione della Madonna, la quale comparve sopra un albero, su quel luogo fu eretto un tabernacolo.
La prima notizia storica dell'esistenza di una Cappelletta risale ad una vista pastorale del 1576 e viene confermata anche dalla vista di S. Carlo il 5 Luglio 1579.
Al suo interno sono appesi dei quadri sulle Opere di Misericordia e l'affresco sull'abside ricorda l'apparizione della Madonna alla popolazione.

Per saperne di più:

⇒ Breve storia del santuario

  Da Vedano al Lambro - paese della Brianza di Giuseppe Pozzi, edito a cura dell'Amministrazione Comunale di Vedano al Lambro (1984)

Parrocchia Santo Stefano
via della Parrocchia, 1
Vedano al Lambro - 20854 (MB) - Italia
C. F.: 94518390151
Telefono: 039492744 (con segreteria telefonica)
E-Mail: segreteria@santostefanovedano.org
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