Parrocchia

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I Luoghi di incontro

Casa san Giuseppe

Accanto alla chiesa parrocchiale, sul lato destro, l'entrata è dalla piazzetta della Casa Parrocchiale.

Oratorio San Luigi

In via Santo Stefano n° 4/6, è dotato di tre ingressi: un cancello sulla sinistra della facciata, normalmente usato negli orari di apertura; un'entrata con porta a vetri al centro, per accedere all'Auditorium o alla Cappella; un cancello sul lato destro utilizzato solo in particolari occasioni.

Auditorium

Entrando dalla porta a vetri dell'oratorio subito a destra.

Cappella dell'oratorio

Entrando dalla porta a vetri dell'oratorio, a sinistra nell'atrio.

Villa Zendali

Sita nel cortile dell'oratorio.


Dai nostri sacerdoti

Giugno 2022

Buona estate!!!

Signore della tenerezza, aiutami in questa estate ad essere per tutti un amico.
Un amico che sa attendere senza stancarsi, che sa accogliere con bontà, che sa donare con amore, che sa ascoltare senza giudicare, che sa ringraziare senza pretendere.
Un amico speciale, che si fa trovare quando se ne ha bisogno.

Signore della tenerezza, aiutami ad essere un amico a cui ci si può rivolgere sempre, di giorno e di notte, quando lo si desidera.
Un amico capace di offrire riposo al cuore, capace di irradiare pace e gioia.
Aiutami ad essere un amico disponibile soprattutto verso i più deboli, i discriminati e quelli che nessuno difende.
Un amico silenzioso, che senza compiere opere straordinarie, aiuti ognuno a sentirTi compagno di viaggio, Signore della tenerezza, sia una buona estate, come la vuoi Tu!

"Buona” estate!!!
don Giuliano


Leggi i mesi precedenti

  •    Giugno 2022 - Tre passi in cammino

    “Donaci la capacità di vivere a occhi aperti, di vivere intensamente.
    Donaci l'umile semplicità degli artigiani che, preferendo la sapienza dell'esperienza all'apparato delle teorie, riconoscono che stanno sempre ricominciando.

    Permettici di ascoltare la lezione del vaso sulla ruota del vasaio; del ceppo lisciato dalle mani del falegname; dell'impasto che il fornaio pazientemente trasforma in pane.

    Donaci di nuovo, Signore, la grazia del canto, del fischio che imita l'aerea felicità degli uccelli, delle immagini ritrovate, del ridere condiviso.
    Donaci la forza di impedire che le dure necessità del vivere schiaccino il desiderio dentro di noi e che si dissipi la trasparenza dei nostri sogni.
    Fa' di noi dei pellegrini, che nel visibile scorgono l'insinuarsi discreto dell'invisibile.”

    Anonimo


  •    Maggio 2022 - Mese mariano - Uomini e donne di speranza, con Maria

    Vogliamo insieme in questo mese mariano lasciarci educare il cuore, la mente e la vita da Maria di Nazareth.
    Vogliamo diventare con Lei uomini e donne di carità, di speranza, di fede.
    Vogliamo diventare con lei uomini e donne di parola e della Parola.
    Vogliamo diventare con Lei uomini e donne che amano.
    Se ne abbiamo bisogno noi, ne ha bisogno la cronaca di questi mesi, ne ha bisogno la Storia di oggi e di domani!
    Buon mese mariano a tutti!

    don Giuliano


  •    Pasqua 2022 - Apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Alleluia!

    E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". (Lc 24,33-36)

    “Pace a voi” è il saluto e il dono del Signore Risorto che va alla radice del cuore, là dove l’uomo decide per la verità.
    I discepoli passano dalla paura alla gioia: «Si rallegrarono al vedere il Signore».
    Come la pace, anche la gioia è un dono del Risorto.
    Si tratta di una gioia che affonda le sue radici nell’amore. Pace e gioia sono al tempo stesso il dono del Risorto e le tracce per riconoscerlo.
    La pace e la gioia fioriscono nella libertà e nel dono di sé. (Bruno Maggioni)

    Accogliamo il dono della pace del Crocifisso Risorto!
    La Sua Pace dona una profondità nuova per essere uomini e donne pacificatori.

    Buona Pasqua!

    don Giuliano, don Renato e le suore missionarie


  •    Aprile 2022 - Apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Alleluia!


    (L’incredulità di san Tommaso,
    Caravaggio 1602)

    E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pa-ne. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". (Lc 24,33-36)

    “Pace a voi” è il saluto e il dono del Signore Risorto che va alla radice del cuore, là dove l'uomo decide per la verità. I discepoli passano dalla paura alla gioia: «Si rallegrarono al vedere il Signore». Come la pace, anche la gioia è un dono del Risorto. Si tratta di una gioia che affonda le sue radici nell'amore. Pace e gioia sono al tempo stesso il dono del Risorto e le tracce per riconoscerlo. La pace e la gioia fioriscono nella libertà e nel dono di sé.” (Bruno Maggioni)

    Accogliamo il dono della pace del Crocifisso Risorto!
    La Sua Pace dona una profondità nuova per essere uomini e donne pacificatori.

    Buona Pasqua!

    Ciao Don Giuliano


  •    Marzo 2022 - Signore, tu lavi i piedi a me?

    Vittorio Bachelet esprimeva il suo amore per il Suo Dio, per ogni Uomo dentro la Storia degli Uomini così: “Conosciamo le difficoltà, conosciamo la nostra insicurezza. Sappiamo che il mondo, che il nostro paese, sono in una fase di trasformazione: sappiamo che la Chiesa stessa è in fase di passaggio.
    Accettiamo la fatica e la speranza di questo "esodo" non per facili entusiasmi ma per la semplice ragione che Dio ci ha posto in questa fase della Storia, in questo momento della vita della Chiesa ed è in questo che ci chiede di amarlo e di amare in Lui i nostri fratelli, di costruire nella fede sulla pietra angolare che è Cristo stesso, la nostra vita, la sua Chiesa, il nostro contributo alla città degli uomini fratelli.


    In un momento di poca speranza e di poche intuizioni che fanno camminare la Storia, occorre riprendersi il gusto di essere discepoli di Gesù.
    Ci poniamo insieme una domanda:

    “Chi è il discepolo, chi è il cristiano che matura in un cammino?”
    Possiamo rispondere che è colui che non pretende di andare oltre le proprie possibilità ma fa ciò che può con tutto se stesso, con dedizione, disinteresse, identificandosi con Gesù perché è il Signore stesso che lo trascina nella pienezza della sua libertà.

    Occorrerà allora essere coloro che "osano remare contro corrente prendendosi cura dell'insieme della Vita”. Essere coloro che lottano nella quotidianità contro il veleno e la tristezza della solitudine; contro il serpente della complessità; contro l'ipocrisia che minaccia la quotidianità; contro la malattia della tiepidità o della pigrizia nell'ambito parrocchiale o del lavoro. Essere coloro che risalendo la corrente della mediocrità potranno trovare la gioia della sorgente profonda, l’origine di tutto.

    La sorgente che disseta senza misura è il diventare amici di Gesù. Conoscerlo per amarlo, cercarne la compagnia, scoprirlo nei Vangeli, nell'Eucaristia, nei fratelli. Sono parole che gli adulti raccontano poco ai meno adulti e tra loro: ma sono vere. Gesù è una persona viva, la più viva di tutti, ed è la nostra luce, la nostra speranza, la nostra pace, la nostra vera gioia, la pienezza che desideriamo, la ricapitolazione di ogni nostro desiderio, il senso ultimo di tutto l'amore che vogliamo ricevere e dare.

    Ma questo ci butta dentro la Storia, non ci isola… “Noi cristiani… preoccupati e “prossimi” di tutti e di tutta la Storia… niente di meno!!!

    Ciao Don Giuliano


  •    Febbraio 2022 - La radice della speranza che è in noi

    Vittorio Bachelet esprimeva il suo amore per il Suo Dio, per ogni Uomo dentro la Storia degli Uomini così: “Conosciamo le difficoltà, conosciamo la nostra insicurezza. Sappiamo che il mondo, che il nostro paese, sono in una fase di trasformazione: sappiamo che la Chiesa stessa è in fase di passaggio.
    Accettiamo la fatica e la speranza di questo "esodo" non per facili entusiasmi ma per la semplice ragione che Dio ci ha posto in questa fase della Storia, in questo momento della vita della Chiesa ed è in questo che ci chiede di amarlo e di amare in Lui i nostri fratelli, di costruire nella fede sulla pietra angolare che è Cristo stesso, la nostra vita, la sua Chiesa, il nostro contributo alla città degli uomini fratelli.


    In un momento di poca speranza e di poche intuizioni che fanno camminare la Storia, occorre riprendersi il gusto di essere discepoli di Gesù.
    Ci poniamo insieme una domanda:

    “Chi è il discepolo, chi è il cristiano che matura in un cammino?”
    Possiamo rispondere che è colui che non pretende di andare oltre le proprie possibilità ma fa ciò che può con tutto se stesso, con dedizione, disinteresse, identificandosi con Gesù perché è il Signore stesso che lo trascina nella pienezza della sua libertà.

    Occorrerà allora essere coloro che "osano remare contro corrente prendendosi cura dell'insieme della Vita”. Essere coloro che lottano nella quotidianità contro il veleno e la tristezza della solitudine; contro il serpente della complessità; contro l'ipocrisia che minaccia la quotidianità; contro la malattia della tiepidità o della pigrizia nell'ambito parrocchiale o del lavoro. Essere coloro che risalendo la corrente della mediocrità potranno trovare la gioia della sorgente profonda, l’origine di tutto.

    La sorgente che disseta senza misura è il diventare amici di Gesù. Conoscerlo per amarlo, cercarne la compagnia, scoprirlo nei Vangeli, nell'Eucaristia, nei fratelli. Sono parole che gli adulti raccontano poco ai meno adulti e tra loro: ma sono vere. Gesù è una persona viva, la più viva di tutti, ed è la nostra luce, la nostra speranza, la nostra pace, la nostra vera gioia, la pienezza che desideriamo, la ricapitolazione di ogni nostro desiderio, il senso ultimo di tutto l'amore che vogliamo ricevere e dare.

    Ma questo ci butta dentro la Storia, non ci isola… “Noi cristiani… preoccupati e “prossimi” di tutti e di tutta la Storia… niente di meno!!!

    Ciao Don Giuliano


  •    Gennaio 2022 - Un giorno una donna, una sposa...

    Un giorno una donna, una sposa, è entrata in una chiesa e subito si è seduta vicina al tabernacolo e in profondo silenzio ha composto una preghiera:

    “Signore dell’Amore Ti saluto con tenerezza!
    Hai chiamato i nostri cuori per nome. Hai messo i nostri passi sulla stessa strada.
    Hai pensato il nostro cammino fino a te, ed oggi la tua presenza avvolge in un tenero abbraccio il nostro amore.
    Hai messo un "sì" sulle nostre labbra per annunciare l'infinita meraviglia del tuo agire.
    Adesso da un angolo del cielo veglia sulla nostra unione, rafforza quei passi e guidaci su quella strada.
    Dacci forza quando l'amore quotidiano perderà il suo entusiasmo.
    Parla ai nostri cuori quando il silenzio si farà sentire. Dacci parole per chi vive nel silenzio.
    Dacci gioia per chi vive nel dolore.
    Dacci speranza per chi non la conosce.
    La nostra casa sia aperta come lo è la tua oggi.
    I nostri figli siano il tuo sogno più bello e noi capaci di realizzarlo come tu vuoi.
    Accompagna chi ci ha portato fin qui, dona loro la certezza che il nostro amore è parte del loro, che la nostra gioia è frutto dei loro sacrifici.
    Regala al nostro stare insieme, le ripartenze che la nostra libertà vorrà inventare! Amen”


  •    Dicembre 2022 - Gli auguri di Natale

    Lo sguardo di Dio negli occhi i Gesù Bambino
    "Dio a Natale si lascia guardare e guarda con gli occhi di Gesù.

    Dio si lascia guardare come ogni piccolo cucciolo d'uomo che, nascendo, si trova al centro di una corona di sguardi inteneriti.

    A partire dal Natale Dio si rende visibile e a rivelarlo sono i gesti di Gesù, le parole di Gesù, il Volto di Gesù, la Croce di Gesù.

    A partire dal Natale gli occhi di Dio saranno rivelati dagli occhi di Gesù."
    (Luigi Pozzoli)

    Il credente che è in noi ha bisogno di guardare negli occhi Dio in Gesù Bambino, per poter essere discepolo testimone della tenerezza di Dio nella Storia degli Uomini.

    L'uomo o la donna, che siamo noi, ha bisogno di riscoprire nello sguardo di Gesù Bambino il desiderio di vivere amando.

    don Giuliano, don Paolo e le Suore missionarie


Avvisi settimanali

Il Notiziario settimanale della Parrocchia, e viene messo a disposizione nelle chiese.


Passaparola News

Il Notiziario mensile della Parrocchia, e viene messo a disposizione nelle chiese.
Vi sono riportati gli avvisi sulle attività, gli eventi e altre notizie riguardanti argomenti diversi.


Calendario pastorale

Ultima revisione Aprile 2022

Riporta tutte le attività proposte in Parrocchia.
Viene aggiornato durante l'anno.


Brevi cenni di storia delle nostre chiese

Parrocchiale Santo Stefano

Della Chiesa Parrocchiale, che nelle sue forme attuali è della fine dell'800, ci sono notizie fino dalla metà del 500; doveva trattarsi di un edificio di piccole dimensioni, con una torre campanaria sulla destra e sullo stesso lato il cimitero.
Questo primo edificio aveva avuto nel tempo ristrutturazioni e ampliamenti; nel 1842 era stato costruito l'attuale campanile e nel 1860 il Consiglio Comunale aveva deliberato l'acquisto di un concerto di cinque nuove campane.
La Chiesa, dedicata a S. Stefano nel 1899, è decorata sulla volta della navata centrale da quattro affreschi, realizzati nel 1955 dal pittore monzese Vilasco Fiorentino.
Il ciclo di affreschi più importante e di maggior interesse culturale risale invece all'ultimo decennio del 1800 ed è opera di Luigi Tagliaferri.
Sono presenti opere pittoriche degli inizi del XVII secolo.

Per saperne di più:

⇒ Breve storia della chiesa

  Da "Vedano al Lambro - paese della Brianza" di Giuseppe Pozzi, edito a cura dell'Amministrazione Comunale di Vedano al Lambro (1984)

⇒ Una piccola galleria d'arte

  Da "Una chiesa per guardare oltre" edito a cura della Parrocchia in occasione del centenario della dedicazione della chiesa (1999)


Santuario della Madonna della Misericordia

Sull'origine del Santuario non si hanno notizie certe. La tradizione racconta che la popolazione fuggita dalle case durante una pestilenza si accampasse in mezzo ai boschi e qui chiedesse l'intercessione della Madonna, la quale comparve sopra un albero, su quel luogo fu eretto un tabernacolo.
La prima notizia storica dell'esistenza di una Cappelletta risale ad una vista pastorale del 1576 e viene confermata anche dalla vista di S. Carlo il 5 Luglio 1579.
Al suo interno sono appesi dei quadri sulle Opere di Misericordia e l'affresco sull'abside ricorda l'apparizione della Madonna alla popolazione.

Per saperne di più:

⇒ Breve storia del santuario

  Da Vedano al Lambro - paese della Brianza di Giuseppe Pozzi, edito a cura dell'Amministrazione Comunale di Vedano al Lambro (1984)

Parrocchia Santo Stefano
via della Parrocchia, 1
Vedano al Lambro - 20854 (MB) - Italia
C. F.: 94518390151
Telefono: 039492744 (con segreteria telefonica)
E-Mail: segreteria@santostefanovedano.org
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